‘Tutte così le italiane che passano da me. Belle e chiacchierone’. È il commento che mi sono sentita fare da un calzolaio italiano a Bruxelles, dopo una ramanzina su quanto fossero ridotti male i tacchi delle mie scarpe. Quarant’anni fa si è trasferito in Belgio dalla provincia di Avellino e da allora non si è più spostato. Ha un negozietto microscopico e annerito per il quale paga 1.000 € al mese di affitto, ma i suoi prezzi sono estremamente competitivi e il servizio è senza pari. Me l’ha indicato un’amica tedesca appassionata di scarpe. Sessantenne tarchiato dai modi schietti, si irrigidisce quando gli dico che sono di Modena. Crede che a quelli delle mie parti non piacciano i ‘terroni’ come lui. Gli rispondo che ha torto, pur domandandomi se possa esserci del vero e quanto le cose in Italia siano cambiate negli ultimi decenni. Quando gli dico che ho cari amici anche nella sua regione, gli si illumina il volto. Sconto assicurato.

Brutte notizie: questo calzolaio ha chiuso i battenti. Speriamo siano buone per lui e che sia giunto alla meritata pensione. Io dovrò cercare un degno sostituto.