Per non farsi mancare nulla, e per mostrare la sua anima ecologica, Bruxelles si è munita di biciclette. Schiere di bici gialle stazionano in punti strategici della città. È il bike-sharing, qui battezzato “Villo” con l’accento sulla “o”, in un geniale connubio fra ville (città) e vélo (bici). Ti abboni, prendi la bici in un punto, fai un giro e la lasci in un altro punto. L’idea di arrivare più in fretta al lavoro salvando anche il pianeta non mi fa esitare. Eccomi subito con in mano la mia tessera annuale scintillante. Una volta capito dove infilarla, parto da casa lungo la pista ciclabile di una strada trafficatissima. E in salita. Dopo una pedalata alla Pantani, devo girare a sinistra: 5’ d’attesa al semaforo. Quando finalmente infilo la via dell’ufficio, noto per la prima volta che è lastricata di sanpietrini peggio di Roma, e la bici trema così tanto da farti saltare le capsule ai denti. Arrivata a destinazione, scopro che il parcheggio è in quella di lato, che infilo contromano, rischiando un frontale. Arrivo in ritardo, sudata e shakerata. La bici è parcheggiata, pronta per il prossimo eroe del pianeta.
PS. Che colpo di fortuna: l’abbonamento annuale a Villo mi é appena stato esteso gratuitamente di 6 mesi, per scongiurare una denuncia per violazione della legge sulla privacy: ho ricevuto un’email con in copia visibile gli altri utenti del servizio, che ora hanno ovviamente anche il mio indirizzo… Un simpaticone, tale Marc, ne ha già approfittato.

Ah, quanti bei ricordi delle strade in salita (e relative discese pericolose) di Bruxelles… certe volte mi sentivo un moscerino suicida per il primo parabrezza che veniva contromano. Beh, contromano ero io, in effetti….
Comunque meravigliosa la tua versione écochic shakerata
Lalù,
No so come tu abbia fatto a girare in bici cosi’ tanto e spesso a Bruxelles. Io dopo la mia prima esperienza non l’ho piu’ usata, lo ammetto. Preferisco correre 5 km ogni giorno. E poi ora l’autunno e’ arrivato inesorabilmente e il clima e’ ostile… Alla bici ci pensero’ di nuovo con la bella stagione : )
Ti capisco, ma io non demordo. No bike, no Maastricht…. =D
Anche a Paris hanno instaurato quest’abitudine del “Vélib’”… Io ovviamente me ne allontano come fosse la peste perché non ho voglia di finire sotto un autobus o una macchina che “accidentalmente” non mi vede passare… E poi a quanto pare, sono pesantissime!
Aggiungo per la cronaca che ci sono un sacco di morti a causa di queste famose biciclette ecologiche… Et j’ai tout dit ! Voilà !
“Un sacco di morti”?! Mon dieu… Forse qui il servizio e’ troppo recente e le statistiche non ancora disponibili…. : /
Alla fine usare i mezzi pubblici è comunque “ecologico”… se passano per gli altri passano anche per te, no?
La bicicletta è comoda al mare o in centro storico…
Dovresti vedere quante ciclabili a Vignola! Ma forse le hai già notate…
Io ho usato la bici per diversi anni, tutti i giorni e in qualsiasi condizione meteo. Girare in bici nei quartieri di Bruxelles che frequento non e’ molto sicuro. Quando posso, se non vado a piedi, sfrutto la metro. Devo anche essere una delle poche persone (a parte quelli con l’abbonamento annuale, che include tutti i mezzi pubblici) a pagarla… Non farlo e’ molto facile, i controlli sono rarissimi e non ci sono sbarre, ma lo sento un dovere morale a cui non so resistere!
E tu ci vai in bici sulle ciclabili di Vignola?!
Ahhrrgg il tremolo della Villo gialla sul lastricato di sanpietrini in rue de la Science è il peggio!!!
Ma io, imperterrita, la percorro ogni mattina!
Dai, riprovaci, che facciamo la strada insieme
Ariella, vuoi dirmi che subisci il tremolo ogni mattina e che tutte le parti del corpo sono ancora assieme belle salde? Ok, ci riproverò (futuro non meglio precisato), con te e il tuo sostegno morale!